VENEZIA - È caccia ai ragazzi terribili della P38. La Digos di Venezia sta cercando di risalire all’identità di tutte le persone che lunedì hanno interrotto la conferenza di Emanuele Fiano, presidente dell’associazione “Sinistra per Israele”. Oltre all’atto di prevaricazione c’è un altro elemento che contribuisce ad alzare il livello di attenzione degli apparati anti eversione: l’ostentazione del gesto della P38, la pistola simbolo degli anni di Piombo. Un gesto che potrebbe tradursi in un procedimento penale con l’ipotesi di reato di violenza privata.
L’ex deputato del Pd era ospite di un convegno sulle prospettive di pace in Medio Oriente organizzato dall’associazione Futura, quando una trentina di giovani Pro Pal ha fatto irruzione. Apparentemente un’azione come tante se ne sono viste in questo periodo di forte contrapposizione nei confronti di Israele e della Comunità ebraica. Ma ci sono alcuni aspetti rilevati dagli analisti del Viminale che rendono la protesta nei confronti di Fiano un po’ diversa da molte altre. Innanzitutto la composizione del gruppo che ha fatto irruzione nella sala dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. C’erano i giovani appartenenti al Fronte della Gioventù Comunista ma c’erano anche quelli del collettivo “Sumud”, parola araba che significa “resistenza”.















