VENEZIA – Pochi passi, a Cannaregio, separano l’aula universitaria 3B di San Giobbe dal ghetto più antico d’Europa. Per raggiungere la sede decentrata di Ca’ Foscari, Emanuele Fiano è stato costretto a spostare in segreto e in extremis il suo intervento sulla pace tra Israele e Palestina. Studenti e militanti di estrema sinistra l’hanno scoperto: decisi a impedirgli in parlare, sono passati anche davanti alle sinagoghe blindate contro il rischio di attacchi antisemiti. Armati di megafoni e striscioni “antisionisti” hanno calpestato le pietre d’inciampo che ricordano le vittime veneziane della Shoah.

Fiano bloccato a Ca’ Foscari dai pro-Pal: “Sono scioccato, come successe a mio padre nel ‘38”

di Giacomo Galanti

27 Ottobre 2025

Da mesi a Venezia, aggressioni e minacce contro gli ebrei si moltiplicano. Il centro storico, dopo la comparsa di scritte che invitano a “sgozzare i figli degli ebrei”, è presidiato da decine di agenti. È in questo intimidatorio clima di paura che lunedì sera è esplosa la violenta contestazione pro-Pal contro il presidente di Sinistra per Israele: il padre dell’ex deputato Pd, Nedo, fu l’unico sopravvissuto all’Olocausto che ha sterminato anche la sua famiglia. Una quarantina, tra studenti, iscritti al Fronte della Gioventù Comunista (Fgc), anarchici, militanti di centri sociali e gruppi antagonisti, assicurano che si è trattato di una «legittima contestazione pacifica»: tesa a impedire «la liberà di negare il genocidio perpetrato da Israele contro il popolo palestinese». Testimoni, filmati e scritte rimaste a San Giobbe descrivono invece un vero e proprio agguato. Agli ebrei presenti, sotto shock, ha ricordato «una spedizione punitiva da squadrismo fascista».