VENEZIA. L’aula 3B del polo San Giobbe di Ca’ Foscari è chiusa. Le luci sono spente, solo qualche studente si attarda nei corridoi dell’ex mattatoio trasformato in campus economico proprio accanto a Campo dei luganegheri. Oltre la laguna si vede il profilo della raffineria di Marghera. Nessun segno della tensione che proprio qui, lunedì sera, è sfociata nell’interruzione di un dibattito a cui era stato invitato Emanuele Fiano, presidente dell’associazione “Sinistra per Israele”, ex deputato del Pd e figlio di Nedo, sopravvissuto alla Shoah e per anni testimone della follia nazifascista alle nuove generazioni.
ALLA CA’ FOSCARI
“Via i sionisti dall’università”. I Pro Pal censurano Fiano. Salta l’incontro a Venezia
Una trentina di attivisti pro-Pal, sotto le sigle “Collettivo Sumud” e “Fronte della gioventù comunista”, ha fatto irruzione impedendo la conclusione del convegno. «Scandivano slogan antisemiti» denuncia Simone Rizzo, rappresentante degli studenti nel Senato accademico ed esponente di Futura, la lista universitaria che ha invitato Fiano (vicina al centrosinistra riformista, vincitrice delle elezioni studentesche sei mesi fa con il 56% dei consensi). «Ho offerto loro di prendere il microfono al mio posto, ma non hanno voluto» spiega Giulia Alberoni, che studia arabo ed ebraico e che stava moderando l’incontro. C’è il sospetto che i contestatori non fossero neanche studenti. «Dobbiamo fare di tutto perché da domani nessuno abbia paura e perché non siano i collettivi a decidere chi può o non può entrare in università» aggiunge Osama Andrawes, studente di economia e membro del Cda dell’università. Dal Fronte della gioventù comunista, invece, l’esponente veneziana Adele rimanda al comunicato stampa nazionale che parla di «clamore mediatico artificialmente costruito, che ha il solo obiettivo di distorcere la realtà».













