VENEZIA - Il gesto della P38 durante la contestazione al leader di Azione Carlo Calenda all’Università Ca’ Foscari Venezia è finito sul tavolo della Procura. Così come ci era finito lo stesso gesto fatto dagli stessi attivisti lo scorso 27 ottobre, quando ospite dell’ateneo era Emanuele Fiano, presidente di Sinistra per Israele. Due irruzioni in pochi mesi, che proprio per le modalità accendono i fari degli investigatori su un gruppo anarchico veneziano: il Collettivo Sumud. Nato nel 2022 e tenuto a “battesimo” niente meno che da Renato Curcio, il gruppo ha cominciato a muovere i primi passi sulla spinta della solidarietà ad Alfredo Cospito. Ma il tempo passa e il raggio d’azione si allarga. Ecco perché sui tavoli dei magistrati di Venezia ci sono già una decina di nomi.

La pratica è stata istruita dalla Digos, che segue con molta attenzione l’evoluzione di questo collettivo, nato e cresciuto nelle aule e i corridoi di Ca’ Foscari.

«Tutto è cominciato dopo un incontro avuto con Renato Curcio, al termine della presentazione di un libro di “Sensibili alle foglie”», hanno raccontato Giovanni e Agnese di Sumud, in una intervista a Radio Quar, lo scorso mese di ottobre.

“Sensibili alle foglie” è la cooperativa editoriale e di ricerca sociale creata nel 1990 dall’ex fondatore delle Brigate Rosse Curcio, insieme a Stefano Petrella e Nicola Valentino nel carcere di Rebibbia. «In quell’occasione Curcio regalò il libro di una ricercatrice palestinese a un compagno, in cui la parola Sumud veniva interpretata più come resistenza attiva che come resilienza. Dda lì siamo partiti, prima con il sostegno ad Alfredo Cospito e poi portando avanti la campagna contro il 41 bis, in quella che è una vera tortura di Stato», hanno spiegato ancora i due attivisti alla radio amica.