VENEZIA - Hanno fatto irruzione nell’aula con megafoni e striscioni, gridando “Fuori Calenda e Futura dall’università”, impedendo al senatore di replicare ai loro insulti e, infine, rivolgendogli contro il gesto della P38. Il tutto, dopo averlo scambiato per il segretario di Italia Viva Matteo Renzi. È accaduto quattro giorni fa, quando il leader di Azione Carlo Calenda si trovava all’Università Ca’ Foscari, nel campus di San Giobbe, per un question-time con gli studenti della facoltà di Economia, su invito dell’associazione studentesca Futura Venezia assieme al podcast Caigo. A metà evento, alcuni attivisti del collettivo Sumud hanno fatto irruzione nell’aula in cui si stava tenendo l’incontro: gli stessi autonomi che, lo scorso 27 ottobre avevano interrotto con le stesse modalità un altro incontro organizzato a Ca’ Foscari con l’ex parlamentare del Pd Emanuele Fiano, figlio di un ebreo deportato ad Auschwitz. Anche in quell’occasione tra gli attivisti comparve il gesto della P38.
Giovedì, la protesta portata avanti da una manciata di attivisti è durata soltanto pochi minuti, passando del tutto in sordina. Ad aver sollevato il dibattito pubblico, ieri, è stato un video diffuso sui social dal collettivo, in cui si vede uno dei contestatori mimare il gesto della P38, indirizzandolo verso Calenda. Gli attivisti hanno spiegato di essere intervenuti perché contrari alla presenza di esponenti politici in università, oltre che per attaccare la «democrazia liberale». Il bersaglio non è stato solo Calenda, ma anche gli organizzatori dell’incontro, promettendo “Guerra a Futura”. L’associazione studentesca, inoltre, ha anche denunciato una serie di “commenti e prese di posizione dai toni gravemente intimidatori”, comparsi sui social nelle ore successive all’incontro e rivolti contro di loro. Frasi che sarebbero state rilanciate anche da figure impegnate politicamente a livello locale, come la referente Ugs Venezia e membro di Udu Venezia Lorena Mombelli.







