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Ultimo aggiornamento: 13:31
di Alberto Minnella
C’è una nuova frontiera della diplomazia: la guerra a intermittenza. Si firma il cessate il fuoco, si bombarda, si ristabilisce il cessate il fuoco, e così via, come una playlist di Spotify che alterna Beethoven e metal.
Israele, maestro di questa partitura stonata, sembra aver inventato il “cessate il fuoco con diritto di recesso”. È la pace con l’opzione “annulla e riprova”. D’altronde, nella logica contemporanea dei conflitti, la tregua non è più un punto d’arrivo ma una pausa tattica, un pit stop per cambiare le gomme al bombardiere. E mentre i portavoce parlano di “precisione chirurgica”, la chirurgia è quella di un macellaio che incide il corpo della Striscia di Gaza con la stessa delicatezza di chi apre una scatola di tonno.






