Due ore di confronto per delineare la strategia sulla legge di Bilancio. Palcoscenico il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È al palazzone di Porta Pia che il padrone di casa e leader leghista Matteo Salvini ha convocato lo stato maggiore economico del Carroccio per discutere di come ritoccare la Manovra. Dato l’ospite il tema principale sono state le rassicurazioni sui fondi per opere infrastrutturali, tra cui le metropolitane di Roma, Milano e Napoli. I definanziamenti nelle tabelle che accompagnano il disegno di legge di Bilancio non sono tagli, ma soltanto rimodulazioni, spiega la Lega. Si sbloccano risorse finanziarie per gli anni in cui non servono e si spostano su altri anni. Il meccanismo, sottolinea il Carroccio, «attua un’operazione salva conti che collega le disponibilità finanziarie all’effettiva maturità dell’opera».
Anche il Piano Casa sul quale lavora il ministero delle Infrastrutture potrà contare su soldi già nel 2026, come chiesto dallo stesso Salvini. I bacini dai quali attingere potranno essere il Fondo sociale per il clima e i fondi di coesione. A spiegarlo è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando sui gradini davanti al ministero, vicino a uno dei Leoni in bronzo dello scultore Davide Rivalta. Il titolare del Mef ha scelto di avvicinarsi alla scultura per annunciare mano libera al Parlamento per eventuali modifiche al contributo da 4,4 miliardi chiesto alle banche.














