«L’Italia affronta una fase cruciale per il mondo delle costruzioni. Eventi traumatici ricorrenti dimostrano come la lentezza nell’adattarsi non sia solo un problema politico, ma dell’intera comunità civile. La credibilità futura del Paese si gioca sulla capacità di trasformare le città e oggi non lo si riesce a fare anche per una sedimentazione di norme che danno poteri ad una serie di autorità che sono autoreferenziali rispetto alla politica (e il riferimento è alle citate Soprintendenze ndr)».

Così il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, nella sede dell’Ance, ha annunciato che «il 6 marzo è atteso in Consiglio dei Ministri un decreto legge sul “piano casa”, che stanzierà 950 milioni di euro per l’edilizia residenziale pubblica». A questo si aggiungerà l’integrazione di fondi privati - pilastro che come dice Rixi è in fase di valutazione a Chigi - riconoscendo che «la finanza pubblica da sola non può sostenere la mole di interventi necessari per riqualificare il patrimonio abitativo». Gli obiettivi includono: recupero del suolo, modernizzazione edilizia e rimodulazione del Pnrr (recuperando risorse originariamente destinate dal Mit ai trasporti).

Per Rixi la vera scommessa sarà quella di costruire una visione comune e una cultura della rigenerazione che coinvolga tutti gli attori: dal governo al parlamento, dai ministeri (Infrastrutture, Ambiente, Cultura, Economia) agli enti locali e al settore privato. È fondamentale superare la logica dei veti incrociati e della competizione interna per “fare sistema”. La rigenerazione delle città non è quindi una battaglia contro l’ambiente o il patrimonio culturale, ma un’opportunità per migliorare la qualità della vita, garantendo edifici sicuri, efficienti dal punto di vista energetico e con bassi costi di gestione.