PORDENONE - «No, non è tutto un disastro. Ma il quartiere sta pagando un prezzo altissimo». A parlare, a nome dei residenti di viale Trento, è una delle voci esasperate da una svalutazione che ormai si misura anche nei colloqui con le agenzie immobiliari. «Dopo gli articoli pubblicati recentemente - ha raccontato - sono passate a proporci di tagliare i prezzi di quasi un terzo». «I miei genitori avevano messo in vendita a 180 mila euro, l’agenzia ci ha detto 125, prendere o lasciare - ha spiegato -. Quando ho chiesto perché, mi hanno risposto che fosse a causa del dibattito, della chiusura del bar Commercio, la storia della vigilanza armata e l’arresto. Avevano le fotocopie degli articoli».

Nel giro di qualche settimana il quartiere del centro cittadino a ridosso di piazza Risorgimento è stato al centro della scena in tre momenti diversi. Il primo è la chiusura del bar Commercio per sessanta giorni, decisa dalla Questura a seguito delle ripetute segnalazioni per frequentazioni di pregiudicati e disturbo della quiete pubblica; in passato il locale era già stato chiuso tre volte. Il secondo è l’arresto di un quarantasettenne trovato in possesso di hashish e mannitolo, usato per il taglio della cocaina. Infine, l’assemblea condominiale dello stesso stabile ha deliberato l’attivazione di un servizio di vigilanza armata agli ingressi, dopo anni di segnalazioni e richieste di intervento. «Vedere le divise in cortile è stato un sollievo», ha commentato la residente. «Ma questi risultati devono durare nel tempo. Finché certe attività rimangono chiuse e la presenza delle forze dell’ordine è costante, la situazione migliora. Appena cala l’attenzione, tutto ricomincia da capo». Le cause della svalutazione, secondo chi in viale Trento ci vive da tutta la vita, sono legate a scelte immobiliari sbagliate, al tipo di attività commerciali presenti in zona e la sicurezza percepita. «Capita di incontrare gente davvero poco raccomandabile, basta guardare storto uno perché ti sputi», ha detto la residente. Capita anche di subire catcalling: «Ti guardano dalla testa ai piedi e fanno commenti. E non mi riferisco agli stranieri, quelli che commentano spesso sono gli italiani». Il nodo commerciale è il più delicato. La posizione dei residenti è tranchant: il bar dovrebbe rimanere chiuso anche dopo i sessanta giorni.