PORDENONE - In viale Trento e piazza Risorgimento il valore degli immobili è crollato. Non è una tendenza recente, ma il risultato di un processo che dura da anni, aggravato da una reputazione difficile e da una percezione di degrado ormai sedimentata. «Dire che si sta svalutando è come dire che sta cominciando adesso, ma è già successo da tempo», ha osservato l'immobiliarista ed ex presidente Ascom, Alberto Marchiori. A incidere non sarebbero solo i disordini o gli interventi di polizia di cui si parla spesso, ma scelte sbagliate da parte dei privati, che avrebbero preferito non investire nelle proprietà, limitandosi a locazioni a breve termine o a inquilini disposti ad accettare condizioni precarie. Secondo Marchiori, tutto è iniziato quando «alcuni proprietari hanno deciso di non spendere un euro sulle unità immobiliari e di affittare a gruppi numerosi, senza curarsi dello stato degli appartamenti». Un calcolo economico che nel tempo ha inciso sul valore dell'intera zona: «Dopo cinque minuti il tuo immobile vale la metà».
Il risultato è che oggi gli appartamenti più datati, privi di riqualificazione, vengono valutati anche meno di 800 euro al metro quadro, mentre bastano poche centinaia di metri per trovare immobili che superano i 2.000/2.500 euro al metro quadro. Una sproporzione confermata anche da Ladislao Kowalski, presidente dell'Unione piccoli proprietari della provincia di Pordenone, che ha sottolineato come il problema sia "un effetto moltiplicativo": più il quartiere perde valore, più attira fasce fragili della popolazione, e a loro volta queste presenze spingono i prezzi verso il basso.







