PORDENONE - Da una parte i negozianti e esercenti per i quali va tutto bene, dall’altra i cittadini (soprattutto quelli più avanti con gli anni) che lamentano situazioni di degrado e insicurezza mai viste prima. È questo lo spaccato che emergeva ieri nella zona della stazione ferroviaria e autostazione Atap, e nella vicina via Mazzini: aree più volte finite alle cronache per risse o violenza. E infatti solo la sera prima si era consumata la zuffa all’autostazione dei bus. Eppure dall’interno dei negozi nessuno sembra essersene accorto. Ma poi, a taccuni chiusi, qualcuno confessa: «Più si parla di questo posto e peggio si fa: già l’opinione pubblica la vede come zona degradata, se si continua così questo preconcetto non cambia».

Ma la percezione di insicurezza serpeggia tra i passanti: le testimonianze non mancano. Mentre la folla di studenti si assiepa in attesa del bus, dall’altro un paio di migranti con fare sospetto trafficano vicino al parcheggio delle bici. Poco distante anziani e persone fragili su una panchina guardano con timore a quella folla. Anche loro sono in attesa del bus e hanno paura. Lorena con il suo carrellino della spesa sta per tornare a casa, abita in via Auronzo: «In città non mi sento sicura, è tutto un macello. Non ho l’auto e viaggio con l’autobus, a volte confesso che non è facile». La donna, 74 anni, racconta: «È dal 1968 che sono qui a Pordenone ma l’ho vista cambiare in peggio, come purtroppo è accaduto in altre città».