PORDENONE - La zona tra lo scalo ferroviario e l’autostazione di Pordenone torna a essere l’epicentro di una tensione giovanile che sembra non conoscere sosta. Dopo settimane di relativa calma, frutto del lavoro costante delle forze dell’ordine sul fronte baby gang, la cronaca registra un nuovo episodio che scuote la città, non solo per la violenza in sé, ma per l'identità dei protagonisti. Mercoledì pomeriggio, intorno alle 17, il piazzale si è trasformato in un ring improvvisato dove a sfidarsi sono state alcune giovanissime. Ma per capire cosa stia succedendo davvero tra i giovani di Pordenone, bisogna ascoltare chi vive la stazione ogni giorno.
Alle 13.30, nell'ora di punta del rientro scolastico, il piazzale è un formicaio di studenti. Un gruppo di giovanissimi nati tra il 2010 e il 2011 descrive una situazione fuori controllo: «Le risse sono ovunque. Proprio poco fa ce n'è stata una al Pertini per una sigaretta elettronica rubata, e sappiamo che è successo lo stesso anche al Kennedy di recente». Quando si parla di percezione del pericolo, la loro analisi è netta: «La sera non è assolutamente sicuro. A quest'ora ci sono così tante persone che ci si sente protetti, ma appena la piazza si svuota e viene buio, la situazione cambia». Il tema del timore legato al calare del sole è ricorrente. Un gruppo di quindicenni conferma che la violenza non ha più orari fissi, ma che l'oscurità aumenta i rischi: «Sappiamo della rissa tra ragazze dell'altro giorno, ma è soprattutto di sera che bisogna fare attenzione. A quest’ora, con tutta questa gente che attende la corriera, ci sentiamo al sicuro».






