Aiuto, a sinistra non si può più stare tranquilli! Poveri compagni, ormai alle prese con un trauma dopo l’altro, roba da finire dritti dall’analista. L’ultimo tremendo choc si è verificato venerdì sera a La7. Poi c’è voluto un lungo weekend prima che i contenuti diventassero piano piano virali sui social, fino all’esplosione di ieri, quando il clippino incriminato girava ovunque. E che è successo?
Ospite di Lilli Gruber, ha- per così dire - gettato la maschera perfino quello che viene ritenuto per antonomasia il padre nobile del centrosinistra, e che invece, nell’occasione, ha assunto i contorni di un imprevedibile collaborazionista del regime nel cupo AQEM (anno quarto dell’era Meloni). Stiamo parlando di Romano Prodi. E naturalmente scherziamo, perché qui lo abbiamo criticato mille volte - l’ex premier ulivista si è invece dimostrato lucido e fermo nell’evitare di prestarsi alla banale imboscata anti-Meloni per cui era stato probabilmente convocato.
CAPEZZONE, "SU REPUBBLICA LA CRITICA A RANUCCI. TUTTO NASCOSTO"
Attesa per il vertice di giovedì tra Trump e Xi Jinping ed eventuale ricasco sull'Ucraina. Trionfo di Milei a...
Ormai i salotti rossi televisivi (quelli sospettabili e pure quelli insospettabili) funzionano così: occorre per forza dichiarare, a un certo punto, che la democrazia è in pericolo, che a Palazzo Chigi stanno mettendo la Costituzione sotto i piedi, e che dunque occorre sempre e solo indurire la linea di opposizione, in un crescendo di estremismo adolescenziale e impolitico. Prodi, che sarà un cattocomunista ma è tutt’altro che uno sprovveduto (ed è un tipo che ha battuto due volte un gigante come Silvio Berlusconi), non ci sta a fare da comparsa nella recita schleiniana, e di fatto smonta il giocattolo.







