Il centrosinistra può implodere sulle primarie. Parola di Romano Prodi, il grande vecchio del progressismo italiano, il padre nobile del Partito democratico. L'uomo a cui ciclicamente si aggrappano, al Nazareno e non solo, per uscire dall'impasse.

Mentre la volata elettorale per il referendum sulla giustizia riallinea, almeno momentaneamente, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, nel cosiddetto campo largo c'è già chi pensa al difficile "day after", quando al di là della propaganda i leader torneranno a "pesarsi" e a dividersi sulla guida della coalizione in vista delle politiche, visto che il 2027 è già dietro l'angolo.

MARIANNA MADIA LASCIA IL PD? "CON CHI VA", SMACCO TOTALE PER ELLY SCHLEIN

Ancora non è ufficiale il suo addio al Pd. Anzi, la diretta interessata, per ora, smentisce. Ma in molti si aspet...

Secondo La Stampa, Schlein si è detta disponibile alle primarie come strumento per individuare la leadership, con la possibile riforma elettorale pronta a destabilizzare equilibri e gerarchie. Attenzione, però, ha avvertito il Professore, due volte premier tra anni Novanta e Duemila: "Le primarie sono diventate un po' un problema manovrato da tanti elementi esterni, per cui hanno perso il carattere che avevano un tempo – ha spiegato Prodi in collegamento con Omnibus, su La7, dal suo studio a Bologna –, sono diventati più giochi di correnti e di media che non una vera espressione di popolo".