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Ultimo aggiornamento: 8:00

La sintesi di questo post è: lo Stato ha scippato al Sud 18 miliardi. Ma andiamo per gradi.

Avete presente la cosiddetta ‘clausola del 40%’, secondo cui le Amministrazioni centrali coinvolte nell’attuazione del Pnrr devono assicurare che almeno il 40% delle risorse debba essere destinato alle regioni meridionali? Ebbene sì, lo prevede il decreto-legge n. 77/2021, ma prima di verificare se questa clausola venga rispettata chiediamoci se l’importo è corretto. La risposta è ‘no’, è il minimo sindacale.

Vi invito ad approfondire i criteri che l’Ue aveva adottato per calcolare la redistribuzione dell’intera dotazione europea del Pnrr verso tutti gli Stati membri: secondo il documento della Commissione Europea “Com (2020) 408 Final”, le risorse andavano distribuite applicando i seguenti parametri: proporzionalità diretta alla popolazione residente dello Stato membro, proporzionalità inversa rispetto al reddito pro-capite; proporzionalità diretta rispetto al tasso di disoccupazione medio degli ultimi 5 anni. In parole povere, il motivo per cui l’Italia ha portato a casa circa 200 miliardi è da attribuire al fatto che, adottando i suddetti tre criteri, il Sud recava il Pil più esiguo e la minore occupazione tra tutti gli Stati Membri.