La sinistra italiana si sta trasformando in una creatura inquietante. Lo abbiamo visto nel dibattito che si è aperto dopo la contestazione subita da Emanuele Fiano a Venezia, all’Università Ca’ Foscari. Fiano è un politico del Pd, è un ebreo che ha una storia esemplare, suo padre Nedo è sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. Fiano è stato messo a tacere da un gruppo di giovani che ha presentato il suo biglietto da visita con tanto di falce e martello: «Fuori i sionisti dalle università».

La firma è inequivocabile, ma la reazione della sinistra è stata quella di mascherare l’antisemitismo rosso con un ribaltone dove il comunismo è scomparso per lasciare il posto al... «fascismo». Lo stesso Fiano - che ha tutta la mia solidarietà ha fatto il passo falso e il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, gli ha dato un saggio consiglio: «Almeno in questo caso citare il fascismo come principio guida per i pro-Pal è un po’ azzardato. Forse riservare al fascismo le indubbie colpe storiche verso gli ebrei italiani e chiamare invece col loro nome le idee che ispirano oggi i pro-Pal sarebbe più onesto e opportuno». Ma la linea è il “maquillage”, così i comunisti della «sinistra giovanile» sono diventati «sedicenti» (formula infelice e ambigua che ricorda quella usata per le «sedicenti Brigate Rosse») e il problema della violenza della sinistra viene rimosso e proiettato nel passato.