Piero Fassino, storico segretario del Pd e parlamentare dem di lungo corso, torna - sull'Altravoce - a prendere le difese del collega Emanuele Fiano, vittima di un'aggressione squadristica di un gruppo di ProPal che gli hanno impedito di partecipare a un convegno dedicato al Medio Oriente all'Università di Venezia. Fassino parla di «deriva della sinistra», ricordando che l'episodio «si colloca al culmine di una sequenza di atti diffusisi a macchia d'olio senza che vi sia stata una adeguata reazione democratica». Dal ristorante di Napoli che si rifiuta di accogliere due clienti israeliani, al negozio di Milano che affigge alle sue vetrine «qui non si accettano ebrei»; dai turisti ebrei aggrediti in autogrill perché indossavano la kippah ai senati accademici che interrompono collaborazioni con università israeliane e così via. Una deriva da parte della sinistra, precisa Fassino, «di cui è simbolo l'uso generalizzato della parola genocidio. Così come abbonda il conferimento di cittadinanze onorarie e premi a Francesca Albanese, divenuta icona dei movimenti ProPal».