Paolo Straccamore allaccia le scarpe lentamente. Ha 70 anni, le mani un po’ rigide per via del Parkinson ma lo sguardo deciso. Intorno a lui la moglie e quattro dei cinque figli si muovono tra caschi, cuffie da nuoto, borracce. Non è una sfida come le altre quella a cui hanno partecipato da poco sulla Costa dei Trabocchi, in Abruzzo: è il Parkithlon, il primo triathlon solidale dedicato a persone con Parkinson, caregiver e medici, organizzato dalla Fondazione LIMPE per il Parkinson.

Una diagnosi tardiva

La diagnosi, in Paolo, è arrivata tardi, quasi per caso, dopo un intervento all’anca che aveva fatto pensare a semplici difficoltà motorie. In realtà i sintomi c’erano già da tempo. Ex gestore con la moglie Nicolina di un centro sportivo a Frosinone, ha scelto di affrontare la malattia senza arrendersi. Continuare a muoversi, restare attivo, era l’unico modo per sentirsi ancora se stesso. E quando i figli gli hanno proposto di allenarsi per un’impresa sportiva, lui ha capito che quella sfida poteva diventare il simbolo di una nuova forza condivisa.

Parkinson: la sfida neurologica del futuro

22 Settembre 2025