Forza Italia costretta a ritirare l'emendamento dal Ddl Concorrenza che puntava ad adeguare automaticamente all'inflazione le tariffe telefoniche. Ma resta in piedi un'altra proposta che rischia di far scatenare altrettante polemiche: quella che riguarda il trasferimento dei dati degli utenti per attività di telemarketing in caso di portabilità del numero telefonico.“Continuiamo a leggere attacchi pretestuosi e strumentali a un nostro emendamento che riguarda le tariffe telefoniche. Non si può far finta di non vedere che oggi, in Italia, vige la legge della giungla, con prezzi che variano, unilateralmente, da un momento all'altro. Così, da tariffe inizialmente molto basse si arriva a pagare, nel giro di pochi mesi, cifre di molto superiori. Noi siamo per la regolarità e la trasparenza a tutela dei consumatori. Per questo abbiamo proposto delle regole chiare. A fronte delle polemiche che ne sono scaturite, abbiamo deciso di ritirare il nostro emendamento. Ma chiediamo di aprire quanto prima un tavolo di confronto per individuare le modalità migliori per regolamentare il settore delle tariffe a tutela dei cittadini”, commenta il senatore di Forza Italia Dario Damiani.Ad oggi gli operatori possono prevedere un adeguamento delle tariffe comunicando agli utenti data, modalità e importo degli aumenti ma solo garantendo il diritto di recesso. La proposta di Forza Italia puntava a far cadere proprio il diritto di recesso motivando gli aumenti come adeguamenti necessari. Una misura a sostegno delle esigenze degli operatori di telecomunicazioni che sono sì oggettivamente in difficoltà anche se paradossalmente continuano a farsi la guerra proprio sulle tariffe: non si ferma il trend al ribasso sia per la connettività in fibra sia soprattutto sul 5G.Non solo inflazione, spunta un “coefficiente” extraLa clausola dell’adeguamento automatico era stata proposta in un corposo emendamento (articolo 9 bis - “Indicizzazione offerte operatori di comunicazione elettronica”) a firma dei senatori Antonio Salvatore Trevisi, Adriano Paroli e Dario Damiani di Forza Italia. “I contratti per adesione stipulati con gli operatori di comunicazione elettronica possono prevedere una clausola di adeguamento automatico dei prezzi, in misura corrispondente all'aumento dell'indice annuale dei prezzi al consumo”.E c'era di più: l’adeguamento può essere “eventualmente incrementato di un coefficiente predeterminato e reso noto all'utente prima della sottoscrizione del contratto”. A stabilire il valore del coefficiente di maggiorazione doveva essere l’Agcom entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del provvedimento. L'adeguamento dei prezzi avrebbe potuto essere effettuato non più di una volta l'anno e gli operatori di Tlc avrebbero dovuto garantire agli utenti “un'informativa trasparente e completa in merito all'adeguamento dei prezzi contrattualmente previsto, con almeno due mesi di anticipo rispetto alla data di prevista applicazione”.Sul piatto diverse questioni spinose a partire dall'impossibilità per gli utenti di orientarsi fra i costi in caso di sottoscrizione del contratto in particolare tenendo conto della “clausola di maggiorazione”. Salta dunque una misura caldeggiata da gran parte degli operatori. Iliad, la società che ha fatto del “per sempre” il motto della sua strategia dal debutto in Italia ci tiene a far sapere a Wired che “è contraria ad ogni iniziativa che limiti o restringa la libera capacità di scelta degli utenti”.Le senatrici del Movimento 5 Stelle Sabrina Licheri, Dolores Bevilacqua e Gisella Naturale hanno presentato un emendamento (articolo 8 bis intitolato “Disposizioni a tutela dei consumatori in materia di trasparenza dei contratti con operatori telefonici”) che va esattamente in direzione contraria: non solo si punta a vietare “la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato” ma anche “la rimodulazione unilaterale delle tariffe mediante adeguamento automatico al tasso di inflazione”.Si rischia un nuovo telemarketing selvaggioMa sono gli emendamenti sul trasferimento dei dati degli utenti in caso di portabilità del numero (ossia nel caso di cambio operatore mantenendo il proprio numero di telefono) che il dibattito si è fatto più acceso. “Corretto utilizzo delle informazioni sulla portabilità mobile” il titolo dei 4 emendamenti, identici nella forma e nella sostanza presentati dai senatori della Lega Gianluca Cantalamessa, Giorgio Maria Bergesio, Mara Bizzotto, da Matteo Gelmetti, Marco Scurria e Renato Ancorotti di Fratelli d’Italia e da Dario Damiani e Adriano Paroli di Forza Italia. E si schiera a favore della misura anche la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent.Gli operatori di Tlc ad oggi non possono trasferirsi le informazioni acquisite tramite il database della portabilità dei numeri mobili al fine di offerte commerciali agli utenti finali (è possibile il trasferimento delle informazioni solo al fine di garantire le operazioni tecniche di passaggio da un operatore all’altro). Ma stando a quanto previsto dagli emendamenti in questione saranno autorizzati a farlo. È nel passaggio “fatto salvo il caso in cui il cliente abbia prestato il proprio consenso all’utilizzo di detti dati” che si annida la questione perché in primis si apre ad un’opzione mai contemplata prima e poi bisogna tener conto del fatto che spesso e volentieri gli utenti non prestano attenzione proprio alle clausole del consenso sul trattamento dei dati senza contare che potrebbero fornire il consenso in cambio di altre agevolazioni (ad esempio l’acquisto di smartphone a tassi agevolati, quindi un do tu des condizionato). Una misura che fa a pugni con la dura battaglia sul telemarketing selvaggio avviata dall'Agcom e dagli stessi operatori di Tlc: dal 19 agosto è scattato il primo blocco delle chiamate con numero nazionale di rete fissa provenienti dall’estero. Ma la seconda fase, quella più importante, partirà il 19 novembre quando l’orizzonte si estenderà alle chiamate da numero italiano di rete mobile.Meno tutele per i consumatori?Secondo l’associazione no profit Consumerismo "se passassero gli emendamenti che legittimano l’uso commerciale dei dati tecnici, il Ddl Concorrenza perderebbe la sua anima. Non si può parlare di concorrenza quando si autorizzano scorciatoie che confondono il consumatore. Il mercato libero non è tale se chi esce da un contratto viene inseguito da offerte mirate basate su informazioni privilegiate. Chiediamo coerenza: le regole devono essere uguali per tutti e sempre a tutela del cittadino”, sottolinea il presidente Luigi Gabriele. E Ciro Varriale, membro del comitato scientifico aggiunge che “usare i dati dei sistemi informativi per finalità commerciali significa distorcere la concorrenza, creando vantaggi indebiti per pochi operatori. È indispensabile che il legislatore mantenga la distinzione tra processi tecnici e attività di vendita, a garanzia di trasparenza e fiducia”. E peraltro l’associazione denuncia un “paradosso evidente” perché “mentre nell’energia si rafforza la tutela, nelle Tlc si tenta di indebolirla”.L’indagine dell’Agcom per stanare i furbettiIl tempismo dell’emendamento potrebbe non essere casuale. L’Agcom ha avviato una consultazione pubblica nell’ambito del procedimento che punta ad aggiornare le regole proprio sulla portabilità dei numeri mobili per effetto dell’approvazione, in occasione della legge sulla concorrenza 2023, sia dell’emendamento alla camera presentato dal deputato Silvio Giovine di Fratelli d’Italia - che ha imposto all’Autorità di presentare annualmente una relazione sull’attività di monitoraggio sul rispetto delle regole per la portabilità dei numeri mobili - sia dell’ordine del giorno del senatore leghista Giorgio Maria Bergesio che invitava a e a valutare ulteriori misure legislative qualora la normativa attuale non risultasse sufficiente a contrastare le offerte realizzate tramite il database sulla portabilità dei numeri mobili.L’Autorità deve dunque verificare con puntualità se il trasferimento dei dati avvenga solo ed esclusivamente a fini tecnici considerato che non sono pochi gli utenti che continuano ad essere contattati (attraverso chiamate e spesso via sms) da operatori di Tlc anche in caso di disdetta di contratto. E nel 2023 sulla questione era intervenuta anche l’autorità Antitrust che nello specifico aveva evidenziato i profili di criticità delle cosiddette offerte riservate (ossia tariffe di volta in volta modulate a seconda dell’operatore di provenienza per riacciuffare clienti). Addirittura l’Antitrust aveva chiesto di vietarle per legge.
Aumento delle tariffe telefoniche, inflazione e coefficienti extra, il ddl concorrenza è terreno di scontro nel Governo
Forza Italia ritira l'emendamento che puntava ad adeguare i prezzi all'inflazione. Troppi malumori sia a Palazzo Chigi, plaudono le associazioni dei consumatori








