Cancellare il divieto dei cartelloni sessisti "su strade e veicoli", ampliare almeno un po' le maglie delle norme sui saldi, chiedere un'indagine conoscitiva sul mondo delle telecomunicazioni e in particolare sul rapporto tra reti e piattaforme: sono alcuni degli emendamenti di maggioranza, ma in alcuni casi come sui saldi e le tlc anche di opposizione, al disegno di legge sulla concorrenza all'esame del Senato.

I partiti al governo nei prossimi giorni saranno costretti a una corsa contro il tempo nel tentativo di approvare il provvedimento: il testo infatti - che ha iniziato il suo iter a fine luglio in commissione Industria a Palazzo Madama - deve incassare l'ok definitivo del Parlamento entro il 31 dicembre perché rientra negli obiettivi Pnrr.

Ma ancora non è stato votato nessun emendamento. La seduta della commissione è convocata per martedì pomeriggio e l'obiettivo sarebbe quello di un esame a tappe forzate per arrivare in Aula e ottenere il primo via libera entro giovedì, passando così all'esame della Camera. Incombe infatti sull'iter di questo provvedimento l'avvio della sessione di bilancio: durante la quale misure come quelle sulla concorrenza possono essere esaminate solo se viene siglata un'intesa con le opposizioni. Accordo che non sembra però essere vicino.