La maggioranza procede con la stretta sulle recensioni online, che cambierà tutto forse già quest’anno, nonostante le proteste dei consumatori. È passato mercoledì sera al Senato il testo del disegno di legge sulle Pmi, che converte un decreto del Governo. Ora attende solo il passaggio alla Camera per entrare in vigore. Il Senato ha ammorbidito un po’ la linea durissima che il Governo aveva adottato su spinta di albergatori e ristoratori, ma la stretta resta.
Le nuove regole
Secondo l’attuale testo, potremo fare recensioni online solo entro trenta giorni (contro i quindici del decreto) dalla fruizione del servizio o l’acquisto del prodotto. Entro due anni, inoltre, scadono. Si chiede poi all’utente di fornire prova d’acquisto, con “documentazione fiscale” (si legge), quindi scontrino o fattura; anche se sul punto il testo ha una qualche ambiguità. Le recensioni qui sono quelle “turistiche”, “relative a prodotti, prestazioni e servizi offerti dalle imprese della ristorazione e dalle strutture del settore turistico situate in Italia, incluse quelle di tipo ricettivo e termale, nonché relative a qualunque forma di attrazione turistica offerta sul territorio italiano”, si legge nel testo. Non certo quindi le recensioni di libri o film; una norma in materia del resto scivolerebbe nella censura. Ma il rischio di sopprimere la libertà di espressione degli utenti c’è comunque con questa norma, secondo Adiconsum e Netcomm (associazione commercio elettronico).








