L'Aula della Camera ha approvato in via definitiva la riforma dell'esame di Stato che tornerà a chiamarsi "esame di maturità". Si prevede che gli studenti debbano sostenere tutte le prove compresa quella orale per superare l'esame; le materie del colloquio saranno quattro e saranno decise dal ministero a gennaio; le commissioni d'esame saranno costituite da due membri esterni e due interni.

L'emiciclo di Montecitorio ha dato il via libera al provvedimento con 138 voti a favore, 91 contrari e 9 astenuti.

Dal 2026 cambieranno pertanto le regole con le quali i ragazzi dovranno sostenere l’esame conclusivo de secondo ciclo di istruzione, a partire dal nome.

L’orale su quattro materie

Addio all’interrogazione a 360 gradi. La riforma prevede che il colloquio si concentrerà su quattro discipline individuate ogni anno a gennaio dal Ministero, contemporaneamente alla scelta della materia della seconda prova scritta. Il timore, per alcuni prof, è che da febbraio in poi le materie non oggetto d’esame vengano tralasciate dagli studenti e dalla preparazione. Il ministero, dal canto suo, rassicura: quelle discipline verranno valutate attraverso il credito scolastico maturato nel triennio, «creando così un equilibrio tra la valutazione del percorso complessivo e l’approfondimento delle discipline principali».