Dopo gli annunci del ministro Valditara dovrebbe arrivare giovedì in Consiglio dei ministri il decreto che riforma gli esami di Maturità. A partire dal nome: non si chiameranno più esami di Stato ma esame di Maturità.

La riforma

La riforma punta anche a ridefinire la struttura complessiva dell’esame, in particolare del colloquio. La nuova formulazione della prova orale dovrebbe infatti essere pensata per valutare con maggiore attenzione l’autonomia, la consapevolezza e la capacità di argomentazione dello studente.

Orale obbligatorio

Altro punto centrale, chi si rifiuterà volontariamente di partecipare al colloquio, pur avendo completato le prove scritte - come è avvenuto in alcuni casi durante gli ultimi esami di Stato - dovrà ripetere l’anno scolastico mentre finora era possibile essere promossi, pur non sostenendo gli orali, grazie ai crediti ottenuti e alle prove scritte.