Dopo la riforma del voto in condotta e dell'istituto della sospensione, il divieto di utilizzo del telefonino in orario scolastico per tutti gli studenti, compresi quelli delle superiori, l'assicurazione sanitaria per il personale della scuola, l'inasprimento delle pene - fino all'arresto in flagranza - per genitori e familiari che aggrediscono il personale scolastico, la possibilità di confermare i supplenti annuali di sostegno per i quali le famiglie hanno fatto richiesta di continuità e 1.000 docenti specializzati nell'insegnamento dell'italiano agli stranieri, arriva in Consiglio dei ministri anche il decreto che riforma l'esame di Maturità.

A partire dal nome: non si chiameranno infatti più esami di Stato ma esame di Maturità.

La riforma - stando a quanto ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara nei mesi scorsi - punta anche a ridefinire la struttura complessiva dell'esame, in particolare del colloquio. La nuova formulazione della prova orale dovrebbe infatti essere pensata per valutare con maggiore attenzione l'autonomia, la consapevolezza e la capacità di argomentazione dello studente. Si tratterà quindi di una prova multidisciplinare, che valuterà le competenze acquisite durante il percorso scolastico, nella quale valorizzare anche l'alternanza scuola lavoro (ora Pcto) e l'educazione civica.