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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che riforma l’esame di maturità, e cambia in particolare la prova orale. Le novità maggiori sono due: il colloquio non sarà dedicato a tutte le materie del corso di studi ma soltanto a quattro, e «chi farà volontariamente scena muta sarà bocciato», ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.

All’ultimo esame di maturità aveva fatto molto discutere il caso di alcuni studenti che avevano deciso di restare in silenzio all’orale come segno di protesta, visto che erano arrivati alla prova con un numero sufficiente di crediti per passare l’esame comunque (60 su 100). Ognuno di loro aveva poi spiegato il gesto in modo diverso. Ora il decreto-legge specifica che l’esame di maturità sarà ritenuto valido solo se lo studente avrà sostenuto regolarmente tutte le prove previste, e quindi se non resterà deliberatamente in silenzio.

Il decreto-legge prevede che durante l’anno saranno scelte con un decreto ministeriale le quattro materie su cui si concentrerà la prova orale, e che saranno quelle principali di ogni indirizzo. Di conseguenza viene ridotto anche il numero dei commissari, che passa da sette a cinque: oltre al presidente di commissione, ce ne saranno due interni e due esterni. A tutti sarà dedicata una formazione specifica, dice il ministero.