Torna in Friuli Venezia Giulia il Giro d'Italia, allungando così una consuetudine bella e gradita che ha assunto continuità da oltre vent'anni. Tutto grazie all'azione e alle relazioni con RCS-La Gazzetta dello Sport dello scomparso Enzo Cainero proseguita da Paolo Urbani suo degno successore come referente regionale della organizzazione.

Quest'ultimo si è impegnato perchè la popolare corsa ciclistica onorasse il Cinquantenario del terremoto che nel 1976 ha duramente colpito tante zone friulane avvenimento che lo tocca particolarmente essendo gemonese con una tappa degna di tal nome. Urbani è stato accontentato perchè così sarà. Infatti sabato 30 maggio 2026, la penultima frazione della 109. edizione della corsa della maglia rosa partirà proprio da Gemona del Friuli e vivrà il suo momento culminante e decisivo dopo la lunga sequenza di tappe iniziate in Bulgaria e sviluppatesi risalendo dal sud al nord fino al Veneto.

Traguardo al Piancavallo (percorso complessivo che rimane da scoprire) con legittima gioia dei ciclofili pordenonesi che stavolta vedranno la carovana fermarsi proprio nella loro provincia. E per la bella località montana si tratterà di ricordare il primo memorabile traguardo che ha ospitato. Era il 1998 e la 14. tappa, cominciata a Schio e lunga 162 chilometri, segnò il trionfo di Marco Pantani davanti rispettivamente a Tonkov e Zulle. L'ultimo arrivo, almeno finora, era invece stato il 18 ottobre 2020: primo il londinese Tao Geoghegan Hart che aveva dedicato il successo al suo direttore sportivo Nicolas Portal. La arrampicata del Piancavallo dovrebbe venire replicata due volte ed opportuni appaiono gli stanziamenti di spesa della Regione per sistemare la viabilità delle strade interessate che attraverseranno, mezzo secolo dopo, centri e paesi sia del Gemonese e dintorni che della Pedemontana pordenonese parecchio danneggiati dal sisma e adesso ben ricostruiti.