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28 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:46
Ci è voluto mezzo secolo di storia, ma alla fine è toccato anche alla Sitem dover intervenire sul personale. È bastato finire nelle mani di una multinazionale statunitense, la Wortinghton Steel, perché nel giro di qualche mese si decidesse di aprire una procedura di licenziamento collettivo. Proprio lì, nel cuore dell’Umbria, dove l’azienda è nata nel 1974 per espandersi, di acquisizione in acquisizione, in altre regioni italiane e poi in Slovacchia, Francia e perfino in Svizzera, detenendo il record della prima realtà industriale metalmeccanica a comprarne una nel Paese dei quattro cantoni.
La favola però ora si è incrinata. A settembre Sitem ha annunciato di voler licenziare 36 – poi riducendoli a 30 – dei 165 dipendenti della sede di Trevi, la sua gamba più antica e robusta, dove le famiglie Scarca e Bartoloni avevano dato vita a questa azienda metalmeccanica che nel corso degli anni è diventata leader in Europa nella produzione di lamierini magnetici tranciati e di componenti pressofusi, utilizzati in tutti i motori elettrici e anche in altri settori come quello del bianco, e che conta circa 700 persone assunte.








