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Ultimo aggiornamento: 8:06
Soltanto il ristorante El Camineto, che fu rilevato un paio di anni fa da Flavio Briatore e da Dimitri Kunz, compagno della ministra del Turismo Daniela Santanchè, sarà beneficiato dalle Olimpiadi invernali a Cortina, nell’area delle Tofane. Rispetto ad altri rifugi, che dovranno chiudere per mancanza di sciatori da metà gennaio a metà marzo, l’esercizio di lusso diventerà un punto cruciale di incontro per gli organizzatori. La notizia è stata confermata a Cortina d’Ampezzo dove cresce non solo la preoccupazione, ma anche l’incertezza degli esercenti dei rifugi che all’inizio dell’estate hanno incontrato Michele Di Gallo, direttore generale di Fondazione Cortina. Tutta l’area delle Tofane sarà off-limits per la preparazione delle strutture olimpiche e delle piste.
Gianluca Lancedelli, titolare del rifugio Duca d’Aosta, ha chiesto un incontro con il sindaco Gianluca Lorenzi, ma non l’ha ancora ottenuto. “Al momento non sappiamo niente di niente. Non ci viene detto che dovremo chiudere forzatamente, ci dicono che non faranno salire la gente. Se teniamo aperto come servizio forse ci danno qualcosa”. Un impegno che non vale lo sforzo. A beneficiare sarà invece El Camineto, che ospita i turisti vip. Sarà aperto, anzi diventerà uno dei luoghi più gettonati dagli organizzatori. Dopo averlo rilevato, Briatore ha ceduto le sue quote all’albergatore kazaco Andrey Alexandrovich Toporov, che a Cortina ha già altri interessi.






