«Accetto il confronto pubblico, anche se lo ritengo superfluo: le risposte si trovano già tutte in quelle sentenze». L’avvocato Maurizio Paniz, legale di Elvo Zornitta, ha deciso di raccogliere il guanto di sfida lanciato dal commissario capo Fabio Zocco, capo della sezione di polizia del pool Unabomber.

«Vorrei potermi sedere a un tavolo con Zornitta e il suo avvocato - la richiesta lanciata attraverso le pagine del nostro giornale dall’investigatore - vorrei che rispondessero alle mie domande, che mi spiegassero quello che non è stato possibile spiegare in un’aula di tribunale. Perché, cioè, a casa dell’ingegnere ci fosse tutto quel materiale. Dopo tanti anni ne sento il bisogno, perché di spiegazioni plausibili, finora, non ne ho avute». Zocco fa riferimento in particolare a forbici, petardi e pennarelli aperti, confezioni di ovetti Kinder, ed altri elementi che, per il poliziotto, potevano servire a confezionare gli ordigni.

«Io non ho nessun problema a partecipare, purché si organizzi a Belluno. Mi va benissimo anche la redazione del Gazzettino. Di certo non proporrò la cosa all’ingegner Zornitta: per lui sarebbe motivo di ulteriore (e inutile) sofferenza. Francamente la ritengo una cosa che non sta né in cielo né in terra, se dovessi avere un confronto ogni volta che una delle mie controparti perde a un processo passerei metà delle mie giornate a dibattere sul nulla. L’ispettore Zocco, comunque, può trovare una prima risposta nelle sentenze di condanna dell’ispettore Zernar. Basta leggerle per avere la piena e puntuale replica alle sue affermazioni, tutte volte a cercare, in amicizia, di riabilitare un delinquente».