MESTRE (VENEZIA) - Era veramente la collanina della vittima? La domanda, intorno a cui ruota il caso del delitto di Lida Taffi Pamio, è sempre la stessa. Negli ultimi 13 anni se la sono posta in tanti: inquirenti (poco, a dire il vero), avvocati, giornalisti. La risposta degli investigatori della Squadra mobile di Venezia, finora, non aveva trovato una controprova: per i poliziotti quella collanina trovata nel portagioie di Monica Busetto apparteneva all’87enne uccisa il 20 dicembre 2012 nel suo appartamento di via Vespucci a Mestre. Per la prima volta, oggi, spunta una nuova prova in grado di far vacillare il collegamento tra Lida Taffi Pamio e l’oss mestrina, sua dirimpettaia.
A scoprirlo, il team del programma di Italia Uno “Le Iene” che da mesi sta lavorando sul caso: la scoperta dell’inviato Massimiliano Andreetta è andata in onda nella puntata di domenica sera. Bussando alle porte dei parenti dell’anziana, infatti, il programma è riuscito a trovare una foto inedita della vittima con addosso la collanina. L’unica uscita finora, infatti, non la mostrava per intero: gran parte del gioiello spariva nel maglione della donna. Gli investigatori, però, da quell’immagine avevano dedotto che potesse essere lunga 58 centimetri, esattamente quanto quella trovata a casa di Busetto.







