MESTRE - Il laboratorio che trovò il Dna della vittima sulla collanina non effettuò la sanificazione con raggi Uv dopo l’analisi di ogni reperto. A confermarlo ai microfoni della trasmissione “Le Iene”, nella puntata che andrà in onda questa sera, è la dottoressa Daniela Scimmi, ex direttrice del laboratorio di genetica forense della polizia scientifica di Roma. Scimmi, intervistata da Max Andreetta, ha ammesso che il protocollo del laboratorio non prevedeva questa procedura e che quindi, dopo una prima sanificazione, dopo ogni passaggio si era proceduto con una pulizia con varecchina. L’accusa dell’oss mestrina Monica Busetto, condannata a 25 anni di carcere per l’omicidio del 20 dicembre 2012 della vicina di casa Lida Taffi Pamio, si basa esclusivamente sui tre picogrammi di Dna ritrovati nella catenina trovata nel suo portagioie. Nella puntata di stasera, Le Iene trasmetteranno anche il punto di vista del Ministro alla Giustizia Carlo Nordio.

Andreetta ha subito inviato l’audio della registrazione della dottoressa Scimmi ai due avvocati di Monica, Alessandro Doglioni e Stefano Busetto: nei prossimi giorni, infatti, verrà presentata la nuova richiesta di revisione del processo. Istanza che fa leva proprio su questa ipotesi: ovvero che il Dna su quella catenina ci sia arrivato per contaminazione da altri reperti.