“Non è possibile escludere un imponderabile impatto di contaminazioni anche minime del Dna” sulle unghie di Chiara Poggi. È quanto recita un passaggio della relazione tecnico-forense firmata dai genetisti Carlo Previderè e Pierangela Grignani acquisita agli atti del maxi probatorio al centro della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco e per il quale, il prossimo 26 settembre, si tornerà in aula per discutere la richiesta di proroga inoltrata alla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, dalla consulente della procura Denise Albani. L’esperta, infatti, intende ottenere i cosiddetti “dati grezzi” (informazioni genetiche non elaborate) dei profili genetici rilevati sui margini ungueali della vittima nel lontano 2014 dal professor Alessandro Di Stefano, al tempo consulente della Corte d’assise d’appello di Milano nel processo che condannò Alberto Stasi a 16 anni di carcere.
Garlasco, il dna di Sempio sulle unghie e l'ipotesi "contaminazione": cosa dice le relazione
“Non è possibile escludere un imponderabile impatto di contaminazioni anche minime del Dna” sulle unghie di Chiara Poggi. È ...






