"Due mesi". E' il tempo che la Procura di Brescia ritiene necessario per selezionare il materiale di interesse investigativo nei computer e negli smartphone dell'ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, e dei 'suoi' ex carabinieri della squadra di polizia giudiziaria, Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, nella convinzione che all'interno "sono sicuramente contenuti elementi utili alla prova" della corruzione e del "versamento di denaro agli inquirenti" da parte di Andrea Sempio, della sua "famiglia" o di soggetti "terzi" ancora "non individuati". Sono le motivazioni con cui la pm Claudia Moregola e il Procuratore di Brescia, Francesco Prete, hanno ordinato venerdì ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, Gico della guardia di finanza di Brescia e Gruppo gdf di Pavia di tornare a sequestrare 27 fra pc, telefoni, chiavette usb, schede di memoria e hard disk nella disponibilità del magistrato 72enne in pensione accusato di aver ricevuto "20-30mila euro" per "favorire Sempio nel 2017 e dei due militari (non indagati). Un decreto disposto d'urgenza dopo le bocciature degli analoghi sequestri del 26 settembre (Venditti ha subito un terzo sequestro l'8 ottobre in un altro filone d'indagine per corruzione e peculato) ricevute dal Tribunale del riesame di Brescia con due diversi provvedimenti del 17 e 23 ottobre ordinando la restituzione dei device e mantenendo nella disponibilità degli inquirenti alcune agende cartacee.