Di nuovo sulla scena gli undici dispositivi elettronici - pc, telefoni, hard disk - dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti nei quali la Procura di Brescia "ritiene di ci siano sicuramente elementi utili" alla prova del reato di corruzione che sarebbe stato commesso dall'ex magistrato e da Giuseppe Sempio per favorire l'archiviazione del figlio di quest'ultimo, Andrea Sempio.
Davanti ai giudici del Tribunale del Riesame di Brescia si discutono i ricorsi presentati dalle difese dell'ex procuratore capo pavese, Mario Venditti, del pm ora in forza a Milano Pietro Paolo Mazza e di Cristiano D'Arena, titolare della società Esitel, che svolse le intercettazioni proprio sull'inchiesta del 2017 finita in un 'nulla di fatto' sull'attuale indagato per l'omicidio. Siamo nell'ambito dell'inchiesta 'Clean 3' ma i device di cui si parla sono gli stessi al centro dell'inchiesta per corruzione.
L'ex procuratore di Pavia Mario Venditti partecipa all'udienza. Non c'è invece il pm di Milano, ex Pavia, Pietro Paolo Mazza assistito dai legali Massimo Dinoia e Fabrizio Testa. A quanto si è saputo, la difesa di Cristiano D'Arena, titolare della società Esitel che svolse le intercettazioni dell'indagine archiviata nel 2017 per Andrea Sempio, ha rinunciato all'ultimo momento al Riesame.










