In sostanza, mentre gli uomini della guardia di finanza di Brescia e del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano notificavano a Sapone e Spoto l'ordinanza di restituzione dei dispositivi informatici, contestualmente hanno provveduto a presentare loro anche il nuovo decreto di sequestro degli stessi materiali. Una scelta inedita per la Procura di Brescia, che non ha inteso attendere i 30 giorni per il deposito delle motivazioni del Riesame, e che sarebbe dettata anche dalla "eco mediatica" delle indagini. Secondo quanto si apprende sarebbe infatti questa la motivazione di necessità e urgenza che i pm hanno deciso di (ri)provare a far valere davanti al Riesame con il nuovo provvedimento.