«Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere», sosteneva nel 1992 John Gray, in un libro di successo sulle differenze di genere. In realtà veniamo entrambi, donne e uomini, dalla Terra. Dal punto di vista biologico condividiamo molte più somiglianze di quanto si immagini. Pensate a un iceberg. La punta dell'iceberg corrisponde alle clamorose e ben evidenti differenze di genere: fisiche, psichiche, comportamentali, sessuali e riproduttive. Tuttavia, sotto la linea dell'acqua, che è anche la linea dell'ovvio e dell'evidenza visibile agli occhi, le somiglianze biologiche fra uomini e donne sono impressionanti.

Piccolo ragionamento biologico, iniziato in un mio editoriale di agosto. Che cosa sono i geni, in biologia? Sono "istruzioni" per la vita di cellule, organi, tessuti ed esseri viventi. Noi umani ne abbiamo 23.000. Sono impacchettati in 46 "manuali di istruzioni", chiamati cromosomi: 45 manuali su 46 sono identici tra uomini e donne; solo il 46°, quello che determina le nette differenze sessuali, è diverso tra gli uomini, che hanno il cromosoma Y, per cui il loro patrimonio cromosomico è definito 44,XY, e le donne, il cui assetto cromosomico è 44,XX.

Il cromosoma X ha 1098 geni. L'Y, che misura un terzo dell'X, ne ha 64, molti ripetuti. Molti meno. Quei 64 geni dell'Y hanno peraltro l'enorme responsabilità di far differenziare in senso maschile l'embrione che, di défault, ossia di base, è femmina. Come già vi anticipavo, dal punto di vista strettamente biologico è Adamo che nasce differenziandosi da Eva, dopo il concepimento, se tutto procede in modo ottimale.