Per molto tempo abbiamo pensato che il cervello umano fosse sostanzialmente uguale in tutti noi, indipendentemente dal sesso. Tuttavia, oggi la scienza ci dice che uomo e donna sono diversi nell’anatomia, nella fisiologia (basti pensare all’enorme differenza ormonale) e nel funzionamento di molti organi, e questo vale anche per il cervello.
Analogamente, maschi e femmine si ammalano diversamente, con differenze nei sintomi, nei percorsi diagnostici da seguire, nelle necessità terapeutiche e nell'efficacia dei farmaci. E non mi riferisco alle malattie che colpiscono solo le donne o solo gli uomini, ma si tratta di sapere come ogni malattia, dall’infarto cardiaco all’artrite reumatoide all’Alzheimer, si presenti, evolva e risponda alle terapie nell'uomo e nella donna, quali debbano essere le linee guida e quali siano i fattori di rischio differenziati per permetterne una prevenzione. Anche i cervelli di maschi e femmine presentano differenze nelle modalità di presentarsi delle malattie, con differenze importanti nella biologia e nella clinica.
Oggi si sa come Parkinson e SLA siano più comuni tra gli uomini, mentre Alzheimer, sclerosi multipla e depressione lo siano tra le donne. Le donne, in particolare, dopo i 65 anni, presentano un rischio quasi doppio di ammalarsi di Alzheimer (Framingham study).








