È noto con certezza, e da decenni, che molte malattie autoimmuni, come per esempio il lupus eritematoso sistemico, e in misura minore l’artrite reumatoide e la sclerosi multipla, colpiscono le donne con frequenza molto superiore rispetto a quella degli uomini. Per lungo tempo la comunità scientifica ha attribuito queste discrepanze in larga parte a fluttuazioni ormonali, ma oggi, grazie ai progressi nel campo della medicina di genere, ne sappiamo molto di più, e abbiamo compreso che le differenze vanno cercate nel funzionamento del sistema immunitario e nella genetica: è in questo solco che si inserisce uno studio appena pubblicato sull’American Journal of Human Genetics, frutto della collaborazione tra il Garvan Institute of Medical Research e l’Università del New South Wales(Unsw) di Sidney, che ha esaminato il problema analizzando l’attività del sistema immunitario cellula per cellula e scoprendo circa mille “interruttori” genetici che rendono l’immunità delle donne più reattiva, un meccanismo che da una parte le protegge dalle infezioni ma dall’altra, per l’appunto, le rende più a rischio di soffrire di disturbi autoimmuni.
Anemia e Alzheimer, un legame scritto nel sangue
di Sandro Iannaccone 28 Aprile 2026







