Si parla molto di medicina di precisione, con discorsi che girano intorno a profili genetici e molecolari specifici. Ma come possiamo ambire a una terapia precisa se, nella maggior parte dei casi, non capiamo neanche le differenze nello sviluppo e progressione di una malattia, della risposta ai farmaci, delle difficoltà di accesso ai trattamenti che ci sono fra uomini e donne? Certo, individuare un gene che è responsabile di un meccanismo che non funziona a dovere è relativamente più semplice di dover considerate la rete di caratteristiche biologiche e sociali che definiscono il sesso e il genere.

Ma tant’è, se vogliamo che la medicina, l’oncologia in particolare, sia precisa è necessario che il lavoro vada cominciato. Un primo passo è capire cosa è stato prodotto finora da questo punto di vista. Un lavoro che un gruppo di ricercatori cinesi ha fatto per i tumori del sangue più diffusi – leucemia mieloide, linfoblastica e mieloma multiplo – pubblicando i risultati su Current Oncology. È interessante il caso del mieloma multiplo: l’invecchiamento della popolazione da una parte e la disponibilità di nuovi farmaci dall’altra fanno sì che la popolazione che vive con questa diagnosi vada aumentando di anno in anno. Aprendo quindi anche la porta alla possibilità di osservare delle differenze fra pazienti uomini e pazienti donne. Sempre che le si voglia vedere.