Mentre a Gubbio si chiudeva la prima edizione del festival “Ciccia, l’Italia in 20 Salsicce” tra polemiche sui numeri, a Morlupo (Roma) si preparava la 57ª edizione della storica sagra della salsiccia che si chiude oggi. Due eventi, due filosofie diverse, un unico protagonista: la salsiccia, prodotto popolare per eccellenza che racchiude un patrimonio sorprendente fatto di quasi 100 varietà riconosciute come Prodotti agroalimentari tradizionali. Il loro elenco racconta un’Italia ricchissima di tradizioni salumiere: 92 salsicce Pat distribuite in 20 regioni e province autonome, di cui 65 con una vera identità territoriale specifica. Il Lazio guida la classifica con 13 prodotti, seguito da Campania (11), Toscana (7), Basilicata e Veneto (6 ciascuna). Questo senza contare gli insaccati a Denominazione comunale (De.co) che sfuggono a qualunque censimento.

Eppure, di fronte a questa straordinaria profondità di sapori, spicca un dato paradossale: solo tre salsicce italiane hanno ottenuto la certificazione europea, la Salsiccia di Calabria Dop, la Salsiccia secca di Cinta Senese Dop e la Lucanica di Picerno Igp, in provincia di Potenza. Tre su quasi cento.

L’unico altro caso in movimento è la Luganega di Monza, in procinto di avviare l’iter per ottenere l’Igp (Indicazione geografica protetta), come racconta Fabio Rubini in questa stessa pagina.