Il testo della manovra appena depositato in Parlamento è ancora caldo di stampa, ma già i partiti della maggioranza annunciano modifiche. Paolo Zangrillo, ministro forzista per la Pubblica amministrazione, non si sottrae. «Parlo», dice al Messaggero, «da esponente del mio partito. E per noi la casa è sacra. Presenteremo emendamenti per cambiare la norma sulla cedolare secca sugli affitti brevi». Però, reindossati i panni di ministro, Zangrillo si dice «estremamente soddisfatto» del risultato ottenuto per i pubblici dipendenti nella legge di Bilancio.
Ministro, gli statali hanno ottenuto una “dote” di 500 milioni tra detassazioni e fondi per gli enti locali. Non era un risultato scontato, gli altri ministeri si lamentano dei tagli?
«Devo ammettere che sono soddisfatto, e ringrazio il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha sempre mostrato un’apertura verso la Pubblica amministrazione. Gli interventi inseriti in manovra sono in linea con l’impegno che mi sono assunto a inizio legislatura, vale a dire lavorare sull’attrattività e sul reclutamento, e quindi sul tema dei salari per cercare di realizzare una rottura con il passato, superando il ritardo cronico nella sottoscrizione dei contratti».













