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Ultimo aggiornamento: 14:35

La Ragioneria generale dello Stato ha bollinato il ddl di Bilancio. La versione finale del testo, che ora sarà inviato alle Camere, conferma l’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21 al 26% contro il quale si sono scagliate Forza Italia e la Lega. La tassa piatta resterà al 21% solo nel caso in cui “nell’anno di imposta non siano stati conclusi contratti aventi ad oggetto tale unità immobiliare tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o tramite soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”. Cioè se il proprietario affitta da privato a privato, senza il supporto di Airbnb, Booking o altri portali.

Si tratta ormai di casi molto rari. E infatti il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, impegnato a difendere chi vive di rendita e sui proventi paga una flat tax invece che la normale Irpef, resta sul piede di guerra: “Non essendo in sostanza cambiato nulla rispetto alla bozza, ci aspettiamo che i due vicepremier confermino il loro impegno all’eliminazione della norma”, attacca, svelando il bluff di Matteo Salvini e Antonio Tajani che si erano detti pronti alle barricate pur di fare saltare il mini ritocco alla cedolare introdotta da Silvio Berlusconi. Salvini ad Agorà Rai Tre ha ripetuto che l’aumento “non ci sarà” e se resta nel ddl “in Parlamento verrà cancellato”.