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Dal 7 ottobre 2023, il giorno dell’attacco di Hamas nel sud di Israele, il governo israeliano ha vietato l’ingresso nella Striscia di Gaza ai giornalisti stranieri, chiudendo l’unico varco che in passato potevano usare per entrare nella Striscia, quello di Erez: una scelta che ha reso molto complicato raccontare e verificare in modo indipendente tutto ciò che è successo durante i due anni di attacchi contro Gaza.
Lo storico francese Jean-Pierre Filiu, esperto del Medio Oriente, ha potuto entrare nella Striscia con Medici Senza Frontiere e passarci più di un mese all’inizio di quest’anno, osservando le condizioni e la distruzione di un luogo che aveva spesso visitato in passato e che ha ritrovato completamente cambiato.
Quel mese a Gaza Filiu lo ha raccontato nel libro Niente mi aveva preparato. Un reportage da Gaza, che esce oggi in libreria. È pubblicato da Altrecose, il marchio editoriale creato dal Post insieme a Iperborea, con la traduzione di Silvia Manzio: si può acquistare anche sul sito del Post. Niente mi aveva preparato racconta quello che Filiu ha visto con i propri occhi e quello che gli hanno raccontato le persone che abitano nella Striscia, ma è anche una lezione che mette il reportage nel contesto di quello che è successo prima e delle sue ragioni, volendo chiamarle ragioni.






