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Venerdì 3 ottobre alcuni giornalisti di importanti testate internazionali sono potuti entrare nella città di Gaza per circa tre ore, al seguito dell’esercito israeliano. Significa che hanno dovuto seguire un percorso deciso dai soldati e rispettare le loro regole, per esempio il divieto di parlare con le persone palestinesi. Tutti i resoconti pubblicati dopo la visita hanno dovuto essere visti e approvati dall’esercito israeliano.

Queste limitazioni sono accettate perché è l’unico modo che i giornalisti stranieri hanno di entrare nella Striscia e vedere la devastazione causata dai continui attacchi e bombardamenti che Israele conduce da quasi due anni. Dall’inizio della guerra Israele ha vietato l’ingresso dei giornalisti stranieri (al di là di queste brevi e sporadiche visite), e il racconto giornalistico è affidato ai giornalisti palestinesi, che lavorano tra enormi difficoltà.

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Il convoglio ha attraversato il corridoio di Netzarim, che divide il nord della Striscia di Gaza dal resto del territorio. La giornalista Sam Mednick di Associated Press ha detto che per la strada si vedevano continuamente «edifici distrutti e cumuli di cemento».