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Ultimo aggiornamento: 10:28

Le croniste e i cronisti che erano sulla Flotilla per Gaza hanno fatto il loro dovere e meriterebbero un pubblico riconoscimento da parte della Repubblica e anche delle istituzioni dei giornalisti. Hanno scelto di stare su quelle imbarcazioni per assicurare alla popolazione italiana il diritto alla conoscenza e, insieme, di portare aiuti al popolo palestinese oppresso, anche attraverso la fame e la sete.

Alessandro Mantovani del Fatto Quotidiano, Barbara Schiavulli di Radio Bullets, Saverio Tommasi (Fanpage), Maso Notarianni, Lorenzo D’Agostino del Manifesto (chiedo scusa per eventuali omissioni) hanno onorato l’Articolo 21 della Costituzione e contribuito a spezzare il buio e a svelare le narrazioni dei Trump, dei Netanyahu, di Meloni.

Altro che bruciare le barche della flottiglia, come ha dichiarato il fedelissimo Mario Sechi: bisognerebbe “bruciare” ogni forma di negazionismo su Gaza e dintorni. Quelle barche, e i cronisti che hanno raccontato, hanno davvero contrastato il negazionismo imperante, quello che nega l’oppressione, il massacro, i diritti calpestati, le dignità negate, persino il tentativo di chiudere definitivamente l’Onu e la Corte penale internazionale che ha “osato” condannare il presidente israeliano.