di

Alessandra Arachi

Gli attivisti vedono Crosetto e i leader dell’opposizione, ma non si fermano

L’ultima notte è passata agitata, svegli a turno a tenere a bada i droni sopra la testa e le onde alte, molto alte, nel mare. La Global Sumud Flotilla sta navigando verso Gaza, barra dritta, senza soste intermedie. Da terra una notizia di conforto: l’ambasciatore di Italia in Israele Luca Ferrari è stato ricevuto dal presidente israeliano Isaac Herzog. Il presidente ha confermato che Israele impedirà che venga forzato il blocco navale a Gaza. Ma ha aggiunto che le forze armate sono state incaricate di intervenire senza utilizzare «forza letale».

A terra domenica anche la notizia di un incontro: una delegazione degli attivisti ha chiesto di vedere il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Noi navighiamo in acque internazionali, nella totale legalità», ha messo le mani avanti Maria Elena Delia, l’attivista che due giorni fa ha lasciato la flotta a Creta e ha raggiunto Roma come portavoce della Flotilla. Crosetto ha cercato, ancora una volta, di metterla in guardia dai pericoli di questa missione. «Le istituzioni italiane stanno profondendo ogni sforzo diplomatico e operativo affinché prevalga il senso di responsabilità», ha detto il ministro della Difesa e ha spiegato, ancora una volta, i rischi «elevati e irrazionali» che la Flotilla corre proseguendo verso la striscia di Gaza.