Ieri sera a Ciampino ne sono atterrati altri 49. Si tratta di un anello di quella “diplomazia della solidarietà” che la Farnesina ha promosso in questi due anni sulla crisi mediorientale, con i generi alimentari inviati in quella terra martoriata e l’accoglienza in Italia circa 200 bambini malati, alcuni anche molto gravemente, affidati poi alle cure dei nostri ospedali pediatrici. Ma c’è un significato politico anche interno, in questo corridoio accademico. Ed è la sconfitta dei movimenti Pro-Pal, i promotori di quella “intifada universitaria” che per due anni si è espressa attraverso occupazioni, proteste, boicottaggio dell’attività universitaria, compressione della libertà per quegli studenti che invece volevano assistere alle lezioni, persino l’aggressione a un prof in Aula.
Le università italiane accolgono studenti e ricercatori di Gaza, così affonda la retorica dei ProPal
Ma guarda un po’, sono proprio le università italiane a mettere a terra il primo mattone per costruire la Gaza di domani. Quella terra, q...









