Questa storia comincia quasi un anno fa, nella primavera del 2025, quando, dopo un lungo lavoro preparatorio, la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) dà ufficialmente avvio al progetto Iupals (Italian Universities for Palestine) e l’Ateneo in cui lavoriamo, la Statale di Milano, emana un bando per dieci borse di studio destinate a studentesse e studenti residenti nei territori palestinesi.
Sono 35 le università pubbliche in Italia che hanno aderito al progetto, riuscendo a mettere a disposizione fondi propri per coprire le borse, comprensive di alloggio, buoni pasto, assicurazione sanitaria e tessera di trasporto pubblico affinché questi studenti possano proseguire i loro studi nel nostro Paese.
A fronte di un centinaio di borse messe a bando, dalla Palestina sono arrivate migliaia di domande (oltre 650 solo alla Statale di Milano). Da metà luglio 2025, l’unità di crisi della Farnesina, il consolato generale di Gerusalemme e la nostra ambasciata ad Amman hanno lavorato intensamente - in collaborazione con Crui e Mur - alla complicata ricerca di un accordo che rendesse possibile tradurre quelle borse in azioni concrete, facendo uscire - fisicamente - dalla Striscia di Gaza le ragazze e i ragazzi risultati vincitori: un lavoro diplomatico che ha permesso di aprire un apposito corridoio umanitario per studenti universitari attraverso la Giordania.






