ROMA. Il documento porta l'intestazione Sid parallelo-operazione Gladio. In dodici cartelle dattiloscritte il presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, parla di una organizzazione paramilitare, guidata da ufficiali dei servizi segreti, nata a metà degli anni '60 come forza d'intervento in caso d'invasione del paese da parte di eserciti stranieri.

Giovedì scorso il documento, inviato da Palazzo Chigi, è giunto alla commissione parlamentare stragi e terrorismo che l'aveva richiesto ai primi d'agosto. Doveva essere messo a disposizione dei deputati e dei senatori ma solo uno di loro, per un caso fortuito, ha potuto leggerlo. Il documento, infatti, nel corso del week end è diventato nuovamente segreto.

Secondo i comunisti che denunciano una intollerabile manovra di copertura esso è stato restituito dal presidente della commissione, il repubblicano Libero Gualtieri, ad Andreotti. Viceversa, secondo Gualtieri, la divulgazione è stata soltanto sospesa in attesa di altri accertamenti. Li avrebbe richiesti il giudice istruttore di Venezia Felice Casson. Cioè il magistrato che, indagando sulla strage di Peteano, si imbattè nel Sid parallelo.

Che questa organizzazione sia esistita è ormai accertato. Lo stesso Andreotti lo confermò alla commissione stragi in una audizione dello scorso agosto. Ma il presidente del Consiglio sostenne pure che, nel 1972, il Sid parallelo era stato disciolto. Ed è questo uno dei punti controversi (secondo i parlamentari comunisti, infatti, l'organizzazione ha continuato a operare fino al 1987), ma non il solo.