Nessuna smentita pubblica, silenzi "ufficiali", ma alcuni significativi segnali privati di conferma (anche da fonti insospettabili) per il clamoroso retroscena di ieri de Il Tempo: l’ipotesi di Franco Gabrielli alla guida del centrosinistra. Il quadro politico di partenza da cui la suggestione trae origine è chiaro. Tranne le sue guardie rosse, nessuno a sinistra crede a una Elly Schlein "prime-ministerial", come si direbbe in Gran Bretagna, cioè in grado di fare il premier o di contrapporsi credibilmente a Giorgia Meloni. Peraltro, qualche settimana o al massimo qualche mese dopo il referendum (giro di boa che aprirà oggettivamente la campagna per le elezioni politiche), Giuseppe Conte farà valere il suo aut aut: o la coalizione con i grillini, o la candidatura di Elly. Se il Pd vuole la prima cosa, non può avere la seconda. Serve dunque un federatore, nella forma consueta per il centrosinistra di un "papa straniero". E dove si può realisticamente andare a parare? Al solito, secondo il format del 1996 e poi del 2006, su un democristiano di sinistra, su un "cattolico sociale". È una nuova "operazione Prodi", ora come allora.
Gabrielli “papa straniero”. Operazione Prodi come nel '96
Nessuna smentita pubblica, silenzi "ufficiali", ma alcuni significativi segnali privati di conferma (anche da fonti insospettabili) per il c...







